Il mercato statunitense delle auto elettriche sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Dopo la fine del credito d'imposta federale da 7500 dollari, numerosi modelli hanno salutato gli Stati Uniti, tra cui il recente addio della Honda Prologue. Questa ritirata non riguarda solo un singolo costruttore, ma segna un ridimensionamento delle ambizioni elettriche di molti marchi, in netto contrasto con l'andamento globale del settore. Secondo i dati di Kelley Blue Book e Cox Automotive, nel secondo trimestre del 2026 sono state vendute 247.226 auto elettriche, pari a circa il 5,8% del mercato totale. Pur in leggera crescita rispetto al trimestre precedente, le vendite restano inferiori del 20,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un calo che ha spinto le case automobilistiche a rivedere le proprie strategie, tagliando modelli e intere linee produttive.
La fine del credito d'imposta federale ha accelerato le dismissioni
L'eliminazione del credito d'imposta per l'acquisto di veicoli elettrici ha avuto un impatto devastante sulle vendite. Dopo un crollo del 36% nel quarto trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il recupero è stato lento e parziale. Molti modelli che dipendevano da questo incentivo hanno visto crollare la domanda, spingendo i produttori a interromperne la produzione. A questo si sono aggiunte le tariffe statunitensi sui veicoli importati e la crescente concorrenza cinese, che hanno reso insostenibile la permanenza sul mercato per diverse vetture a batteria.
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Honda Prologue e il fallimento della partnership con General Motors
La Honda Prologue è stata ufficialmente cancellata a luglio 2026, come confermato dalla stessa Honda a TechCrunch. Costruita nello stabilimento GM di Ramos, in Messico, la Prologue era frutto di una collaborazione con General Motors e condivideva la piattaforma con la Chevrolet Blazer EV. Dopo aver venduto circa 33.000 unità nel 2024 e 39.000 nel 2025, le vendite sono crollate dopo la fine del credito d'imposta. La decisione di Honda arriva dopo la cancellazione di tre modelli previsti per il mercato USA a marzo 2026, tra cui l'Acura RDX, la berlina e il SUV della Serie 0. L'azienda ha puntato il dito contro le tariffe e la concorrenza cinese.
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Afeela e la Serie 0: progetti ambiziosi mai realizzati
Il progetto Afeela, nato dalla joint venture tra Sony e Honda, non ha mai visto la produzione di serie. Nonostante una campagna di marketing massiccia e apparizioni a eventi come il CES e TechCrunch Disrupt, la joint venture ha abbandonato i due modelli previsti a marzo 2026. La decisione ha fatto seguito alla cancellazione della Honda Serie 0, che includeva un SUV di medie dimensioni previsto per il debutto nel primo semestre del 2026 nello stabilimento Ohio di Honda. Anche in questo caso, le tariffe e la concorrenza cinese sono state indicate come cause principali.
Hyundai Ioniq 6 e Nissan Ariya: vittime delle tariffe e della logistica
Hyundai ha smesso di vendere la Ioniq 6 negli Stati Uniti a marzo 2026, probabilmente a causa delle tariffe sui veicoli importati dalla Corea del Sud. I modelli Ioniq 5 e Ioniq 9, assemblati in Georgia, continuano invece a essere offerti. Nissan ha invece deciso di non produrre un model year 2026 per la sua Ariya, segnando la seconda uscita di un EV Nissan dopo la Leaf. La Ariya era stata presentata nel 2020 e avrebbe dovuto rappresentare il rilancio elettrico del marchio.
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Polestar costretta a lasciare gli USA per il divieto cinese
Polestar, il costruttore svedese di proprietà della cinese Geely, è stato di fatto bandito dagli Stati Uniti a causa del divieto di importare veicoli con tecnologia cinese. Senza l'autorizzazione del Dipartimento del Commercio USA, l'azienda ha potuto solo vendere le scorte esistenti di Polestar 3 e Polestar 4. La Polestar 3 era assemblata in South Carolina e in Cina, ma la mancanza di autorizzazione ha impedito nuovi arrivi. Volvo, anch'essa di Geely, ha invece ottenuto l'autorizzazione e continua a vendere i suoi modelli elettrici.
Tesla Model S e Model X: addio per fare spazio ai robot Optimus
Tesla ha annunciato a gennaio 2026 la fine della produzione della Model S e della Model X, due modelli iconici che hanno aperto la strada all'elettrificazione. Le vendite erano in calo da anni, con i consumatori orientati verso la Model 3 e la Model Y. Le linee di assemblaggio di Fremont, in California, sono state riconvertite per produrre i robot Optimus, segnando un cambio di priorità verso l'intelligenza artificiale e l'automazione.
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Volkswagen ID.4 e ID Buzz in pausa, ma con prospettive future
Volkswagen ha interrotto la produzione dell'ID.4 a Chattanooga, Tennessee, ad aprile 2026, concentrandosi su modelli a benzina ad alto volume come l'Atlas. L'ID.4 sarà venduto fino a esaurimento scorte, che secondo l'azienda dureranno fino al 2027. L'ID Buzz, invece, è in pausa ma dovrebbe tornare nel 2027. Nel frattempo, versioni a guida autonoma dell'ID Buzz sono in test a Los Angeles per un futuro servizio robotaxi.
Volvo EX30 ritirata nonostante il successo iniziale
Volvo ha deciso a marzo 2026 di ritirare dal mercato USA la subcompatta EX30 e la sua variante Cross Country. La decisione è stata presa nonostante l'EX30 avesse ricevuto grande attenzione e fosse l'opzione elettrica più economica del marchio. La produzione per gli USA terminerà dopo l'estate. Volvo continuerà a vendere i SUV elettrici più grandi EX60 e EX90.
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Il panorama delle auto elettriche negli Stati Uniti è quindi in forte evoluzione. Mentre alcuni modelli scompaiono, altri arrivano, come il Rivian R2, e si intravedono segnali di lenta ripresa. La contrazione del mercato offre spunti di riflessione per chi gestisce contratti e cauzioni nell'ambito del noleggio, come illustrato nell'articolo dedicato alla digitalizzazione delle penali nei contratti di noleggio. Per approfondire la storia dell'auto elettrica, si può consultare la pagina su Wikipedia.