Il cielo notturno potrebbe cambiare per sempre a causa di progetti spaziali privati, e la comunità internazionale ha le mani legate. Il 10 luglio 2026, la Federal Communications Commission (FCC) statunitense ha autorizzato l'azienda californiana Reflect Orbital a lanciare uno specchio spaziale di 18 metri per lato, con l'obiettivo di testare la riflessione della luce solare verso pannelli fotovoltaici sulla Terra dopo il tramonto. Nonostante le centinaia di obiezioni presentate da astronomi e ambientalisti, la FCC ha dato il via libera, sollevando timori che possa presto approvare l'intera costellazione di 50.000 specchi proposta dall'azienda.
Il vuoto normativo internazionale lascia spazio ai giganti privati
Secondo esperti di diritto spaziale, il Trattato delle Nazioni Unite sullo spazio extra-atmosferico del 1967 affida agli Stati nazionali l'approvazione dei progetti satellitari registrati sul loro territorio. Ciò significa che la FCC, agendo unilateralmente, può autorizzare megacostellazioni che altereranno la visione del cielo per tutto il pianeta. "La tecnologia sta superando l'ambiente normativo", ha dichiarato Ruskin Hartley, CEO di DarkSky International, a Space.com. Il trattato prevede responsabilità per danni fisici, ma non per l'inquinamento luminoso o l'interferenza ottica. "Se un satellite riflette luce solare e danneggia l'osservatorio di qualcuno, probabilmente non conta come danno secondo il trattato", ha aggiunto Hartley.
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Slovacchia e IAU propongono una moratoria, ma i tempi sono lunghi
Lo stato europeo della Slovacchia, in collaborazione con l'Unione Astronomica Internazionale, ha presentato a giugno un documento al Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS) chiedendo una "proibizione generale sull'uso di specchi spaziali" o meccanismi di controllo più forti. Tuttavia, come ha ammesso l'astronomo Aaron Boley dell'Università della British Columbia, "questi accordi sono lenti da raggiungere". Le Nazioni Unite richiedono il consenso unanime dei membri, il che rende quasi impossibile approvare restrizioni in tempi brevi.
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L'industria satellitare è esente da valutazioni ambientali negli USA
Un ulteriore problema è l'esenzione dell'industria satellitare dal National Environmental Policy Act statunitense, risalente agli anni '80. Hartley ha definito la situazione un "fallimento normativo". Nonostante una causa intentata da DarkSky contro la FCC per la licenza di SpaceX, la corte ha respinto le argomentazioni. Se la FCC approverà l'intera costellazione di Reflect Orbital o i milioni di data center orbitali di SpaceX, l'associazione potrebbe intentare una nuova causa. Intanto, aziende come SpaceX, Blue Origin e Starcloud attendono decisioni simili, rischiando di trasformare il cielo notturno in un groviglio di luce artificiale. La recente missione SpaceX Starship Volo 13 dimostra quanto velocemente il settore privato stia avanzando, lasciando indietro le normative.
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Le conseguenze globali della deregolamentazione spaziale
La possibilità che singoli stati come gli Stati Uniti decidano unilateralmente il futuro del cielo notturno ha implicazioni globali. Come ha dichiarato l'ex consulente legale della NASA Robin J. Frank, "la FCC ha già approvato comunicazioni direct-to-cell usando spettro radio non autorizzato dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, dando un vantaggio all'industria USA". La stessa logica potrebbe applicarsi agli specchi spaziali. Mentre alcuni paesi potrebbero multare le aziende che riflettono luce sul loro territorio, l'inquinamento luminoso causato dai riflessi involontari dei satelliti rimarrebbe incontrollato. Per maggiori informazioni sul trattato, si può consultare la pagina Wikipedia dedicata.