La Ue posticipa al 2044 il tetto zero emissioni e concede quote gratuite alle industrie fino al 2038
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La Ue posticipa al 2044 il tetto zero emissioni e concede quote gratuite alle industrie fino al 2038

[2026-07-17] Author: Ing. Calogero Bono
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La Commissione Europea ha presentato la tanto attesa proposta di revisione del Sistema di Scambio di Emissioni (ETS), e come molti temevano, non è una buona notizia per il pianeta. L'esecutivo Ue ha confermato che permetterà all'industria di emettere gas serra come la CO2 ben oltre il 2039, prolungando di fatto la possibilità di inquinare fino al 2044. In parallelo, è stato varato un Piano d'Azione per l'Elettrificazione che punta ad accelerare la transizione verso le energie rinnovabili.

Fattore di riduzione lineare ridotto per allentare i vincoli

Un elemento chiave dell'ETS è il cosiddetto fattore di riduzione lineare (LRF), ovvero il tasso annuale di riduzione dei tetti di emissione. Nel sistema precedente, il LRF era fissato al 4,4 percento tra il 2031 e il 2035, con l'obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2039. Con la nuova proposta, il LRF scende al 3,7 percento per il periodo 2031-2035 e viene ulteriormente ridotto all'1,7 percento annuo a partire dal 2036. Questo significa che le emissioni industriali continueranno per tutti gli anni '40 del secolo, rappresentando di fatto una capitolazione alle pressioni dell'industria, come sottolineato dai critici.

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Quote gratuite estese fino al 2038 e possibilità di acquistare crediti esterni

Oltre alla modifica del LRF, la Commissione ha deciso di estendere le quote di carbonio gratuite per diversi anni rispetto al piano originale. I settori coperti dal carbon border tax continueranno a ricevere queste agevolazioni fino al 2038. Inoltre, a partire dal 2036, le imprese potranno acquistare crediti di compensazione delle emissioni al di fuori dell'Ue. Questo meccanismo rischia di ridurre il prezzo dei crediti e di consentire all'industria di continuare a inquinare a costi più bassi, minando gli sforzi climatici.

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Tempistica sorprendente nonostante il rincaro del petrolio

La decisione di indebolire le regole sulle emissioni arriva in un momento in cui gli eventi geopolitici hanno spinto i prezzi del petrolio a livelli molto elevati. La Commissione ha giustificato la mossa affermando che le industrie Ue sono sotto pressione crescente a causa del contesto geopolitico ed economico. "La revisione porterà sollievo all'industria, preservando il ruolo essenziale dell'ETS nella transizione climatica ed energetica", si legge in un comunicato ufficiale. Tuttavia, il WWF ha espresso forte scetticismo: "Come intende la Commissione compensare queste emissioni aggiuntive per raggiungere comunque l'obiettivo del 2040?", ha chiesto Camille Maury del WWF, sottolineando che qualsiasi aumento delle emissioni ETS dovrebbe essere compensato da tagli più profondi altrove nell'economia.

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Il piano per l'elettrificazione non basta senza decarbonizzazione

Contemporaneamente all'aggiornamento dell'ETS, la Commissione ha pubblicato il Piano d'Azione per l'Elettrificazione, con l'obiettivo di accelerare il passaggio dai combustibili fossili alle energie verdi. Le misure includono la modernizzazione delle bollette elettriche, la riduzione dei costi iniziali per le tecnologie di elettrificazione, l'accelerazione della distribuzione della rete e l'incoraggiamento di soluzioni innovative. Il WWF ha accolto positivamente il piano, ma ha avvertito che l'elettrificazione da sola non basta. "Ogni pompa di calore installata, casa isolata o processo industriale elettrificato alimentato da energie rinnovabili avvicina l'Ue a un futuro con aria più pulita, bollette più basse e meno dipendenza dai fossili", ha dichiarato Arnaud Van Dooren del WWF. "Ma l'elettrificazione deve essere abbinata a obiettivi ambiziosi di energia rinnovabile ed efficienza energetica."

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La nuova politica climatica Ue segna un passo indietro significativo rispetto agli impegni presi con l'Accordo di Parigi. Mentre la Cina accelera sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale con modelli come Moonshot-2, l'Europa rischia di restare al palo anche sul fronte climatico, con le PMI italiane che potrebbero pagare il conto più salato. Intanto, la Ue continua a esercitare pressioni sui giganti tech come Google, obbligandoli a condividere dati e ad aprire le piattaforme all'AI rivale. Ma sul clima, la direzione sembra opposta: più emissioni, meno ambizione.

Fonte: https://www.engadget.com/2217325/eu-defangs-key-pillar-of-its-climate-policy-to-allow-more-pollution

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Ing. Calogero Bono

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Ing. Calogero Bono

Ingegnere informatico, fondatore di Meteora Web e Zenith OS. System administrator e progettista di piattaforme, app e CMS proprietari, con esperienza in sviluppo full-stack, marketing digitale ed ecosistema Google.
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