L'asteroide di Chicxulub generò incendi 17 volte più caldi del limite di sopravvivenza umano
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L'asteroide di Chicxulub generò incendi 17 volte più caldi del limite di sopravvivenza umano

[2026-08-02] Author: Ing. Calogero Bono
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Per decenni la scienza ha immaginato che un inverno globale durato anni avesse fatto morire di fame i dinosauri dopo l'impatto di un asteroide di circa dieci chilometri di diametro nella penisola dello Yucatán. Nuove prove suggeriscono un destino più violento e rapido. Una coltre di polvere finissima potrebbe aver innescato roghi estesi in grado di bruciare anche gli animali corazzati nel giro di poche ore.

L'impatto e la scoperta degli strati di polvere

L'asteroide colpì la Terra 66 milioni di anni fa generando il cratere Chicxulub e vaporizzando enormi quantità di roccia. Il materiale gassoso si condensò in piccole sfere chiamate sferule che ricaddero nell'atmosfera a velocità di molti chilometri al secondo. Durante la decelerazione l'energia cinetica si trasformò in calore. I modelli precedenti prevedevano un effetto simile a un enorme forno in grado di uccidere gli animali a pelle nuda ma non di incendiare la vegetazione globale. Nel 2023 il sito fossile di Tanis in North Dakota ha rivelato uno strato di polvere di silicato estremamente fine formato dal vapore roccioso che non si era condensato in sferule. Un livello analogo è stato documentato anche al confine K-Pg nel bacino di Raton tra Colorado e Nuovo Messico.

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L'effetto coperta che amplifica il calore

Il primo autore Brandon Johnson dell'Università Purdue ha spiegato che la polvere avrebbe agito come una coperta isolante, impedendo alla radiazione termica di disperdersi nello spazio e reindirizzando più calore verso la superficie terrestre. I ricercatori stimano che il picco di calore superficiale sia stato circa 3,5 volte più intenso rispetto ai modelli che consideravano solo le sferule. Secondo Johnson, con questi valori si potrebbe parlare di una sostanziale eliminazione di ogni essere vivente esposto entro le prime due ore. La radiazione non è riuscita a incendiare i tronchi spessi, ma ha superato la soglia di ignizione per erba, licheni e aghi di pino, alimentando incendi su larga scala.

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Dosi letali per l'uomo e rifugio per chi si nasconde

Lo studio ha calcolato che gli animali terrestri esposti hanno ricevuto una dose termica circa 17 volte superiore a quella considerata letale per l'essere umano. Le creature che si sono rifugiate sottoterra o in acqua hanno avuto maggiori probabilità di sopravvivenza. Successivamente la stessa polvere potrebbe aver bloccato la luce solare per anni, innescando l'inverno da impatto a lungo ipotizzato come causa principale dell'estinzione dei dinosauri. Tuttavia manca ancora un elemento importante, le prove di incendi globali sono state finora trovate solo in Nord America. Il paleontologo Alfio Alessandro Chiarenza dell'University College London, non coinvolto nello studio, osserva che in futuro si potrebbero trovare testimonianze di roghi completamente globali, ma al momento non le abbiamo.

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Il silicio nell'impatto e nella tecnologia moderna

Particolare interessante è il ruolo del silicio, oggi al centro delle batterie Si-C ad alta densità energetica presentate da Samsung per i suoi nuovi pieghevoli. Lo stesso elemento era un componente fondamentale delle polveri fini che avvolsero la Terra dopo l'impatto. La ricerca pubblicata su JGR Biogeosciences il 28 luglio offre una nuova prospettiva su come una catastrofe possa uccidere in poche ore, a differenza delle lente teorie precedenti. Per approfondire la dinamica degli effetti termici si può consultare il servizio originale di Space.com.

Fonte: https://www.space.com/astronomy/asteroids/dinosaur-killing-asteroid-may-have-caused-firestorms-17-times-hotter-than-the-thermal-limit-lethal-to-humans

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Ing. Calogero Bono

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Ing. Calogero Bono

Ingegnere informatico, fondatore di Meteora Web e Zenith OS. System administrator e progettista di piattaforme, app e CMS proprietari, con esperienza in sviluppo full-stack, marketing digitale ed ecosistema Google.
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