Meta si trova al centro di un vortice di notizie che spaziano dalle violazioni della privacy ai nuovi lanci hardware. Secondo Reuters, il programma di monitoraggio dei movimenti del mouse sui computer dei dipendenti potrebbe violare il GDPR europeo, intercettando dati di utenti extra-USA senza le dovute garanzie. Parallelamente, una causa per dipendenza da social media intentata da una scuola del Kentucky si è conclusa con un accordo da 27 milioni di dollari, coinvolgendo oltre a Meta anche TikTok, Snap e YouTube. Infine, The Information rivela che l'azienda sta lavorando a un ciondolo AI e a nuovi modelli di smart glasses, puntando a vendere 10 milioni di dispositivi indossabili nella seconda metà del 2026.
Privacy dei dipendenti e rischio GDPR
Il sistema di tracciamento del mouse, interno a Meta, potrebbe catturare dati sensibili di lavoratori al di fuori degli Stati Uniti, sollevando dubbi sulla conformità con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati. L'indagine, riportata da Engadget, segue le crescenti preoccupazioni delle autorità europee per la sorveglianza nei luoghi di lavoro. Senza un esplicito consenso informato, Meta rischia sanzioni pesanti, aggravando il contenzioso già aperto con l'Unione Europea.
Accordo milionario per la dipendenza da social media
Il distretto scolastico del Kentucky ha ottenuto un risarcimento di 27 milioni di dollari da Meta e altre piattaforme, accusate di aver deliberatamente progettato interfacce che inducono dipendenza tra i minori. La vicenda si inserisce in un filone legale più ampio, come evidenziato dal nostro articolo su Big Tech sotto accusa: sentenza indiana su Google e proteste dei contractor Meta. L'accordo segna un precedente importante per future class action.
Nuova frontiera dei wearable AI
Nonostante le turbolenze legali, Meta accelera sul fronte hardware. L'azienda starebbe sviluppando un ciondolo AI sempre attivo e una nuova generazione di smart glasses, con l'ambizione di dominare il mercato dei dispositivi indossabili. L'obiettivo di 10 milioni di unità nella seconda metà del 2026 dimostra una fiducia notevole nel segmento, trainato dall'integrazione di intelligenza artificiale generativa. Una strategia che ricorda i primi passi nel settore VR, ma con un potenziale di adozione molto più vasto.
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