Finalmente l'assistente vocale di Apple sembra aver fatto il salto di qualità. Dopo anni di ritardi e promesse, Siri AI è stato mostrato in azione durante il WWDC 2026 e la versione beta offre un assaggio concreto di ciò che vedremo su iOS 27. Per testarne le capacità, ho trascorso una giornata da turista a San Francisco, usando Siri come guida personale. Il risultato? Un assistente conversazionale, onnipresente e realmente utile, che rappresenta un netto distacco dal passato.
Un Nuovo Approccio all'Interazione
La prima cosa che colpisce è l'integrazione profonda. Siri non è più un'app a sé stante, ma si fonde con la barra di ricerca dell'iPhone. Basta scorrere verso il basso per attivarla e si può interagire sia vocalmente che tramite testo. Le risposte sono concise, spesso un solo paragrafo, e vengono visualizzate con parole chiave in grassetto per una lettura rapida. Inoltre, le conversazioni passate sono salvate in un'app dedicata, permettendo di riprendere dialoghi interrotti.
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Il partner tecnologico dietro questa evoluzione è Google Gemini, che ora alimenta Apple Intelligence. Questo si traduce in risposte più pertinenti, non solo link a siti web ma informazioni contestuali. Ad esempio, chiedendo 'cosa posso fare oggi?', Siri ha analizzato i miei messaggi recenti per suggerire piani abbozzati con amici e mai finalizzati.
Personalizzazione e Privacy
L'iper-personalizzazione è il punto di forza. Siri scandaglia i messaggi, le foto e le email sul dispositivo per offrire risposte su misura. Quando ho chiesto di trovare le foto del mio ultimo viaggio in Costa Rica, le ha estratte rapidamente dalla libreria, anche se risalivano a due anni fa. Non tutto è perfetto: cercando 'hot pot con amici' ha mostrato anche immagini di una vasca idromassaggio, ma nel complesso la precisione è notevole.
Apple insiste sulla privacy: i dati non vengono memorizzati sui server, ma indicizzati localmente. Il processo di indicizzazione, sulla beta, ha richiesto circa una settimana. Chi preferisce può disattivare Siri AI dalle impostazioni.
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Compatibilità e Limiti
Ho testato Siri AI su un iPhone 16 Pro Max, che supporta molte funzionalità. Tuttavia, per avere tutte le opzioni vocali avanzate, come voci più varie, servono iPhone Air, iPhone 17 Pro e 17 Max. In generale, tutti gli iPhone 16 e 17 supportano il nuovo Siri, mentre tra i precedenti solo iPhone 15 Pro e Pro Max sono compatibili. I modelli più vecchi restano esclusi.
Un Assaggio di Turismo Intelligente
La mattina ho visitato il Golden Gate Bridge. Ho scattato una foto del sentiero e Siri ha riconosciuto gli alberi di cipresso, associandoli al Cypress Tree Tunnel di Point Reyes, anche se distante un'ora. Un errore di contesto, ma la funzione 'mostra e chiedi' è promettente. Più tardi, per pranzo, Siri ha suggerito due ristoranti con recensioni e mappe, scegliendo in base alle atmosfere. Il prezzo? Salato, ma non colpa di Siri.
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Ho chiesto a Siri di scattarmi un selfie e di inviarlo al mio partner con un messaggio. Dopo qualche tentativo, ha funzionato, anche se ha incluso 'con un' prima dell'emoji. Un po' troppo letterale, ma migliorabile. Infine, a Fisherman's Wharf, ho interrogato Siri sulle abitudini dei leoni marini. Ha risposto con precisione, citando Wikipedia e il sito ufficiale, con link cliccabili.
In sintesi, Siri AI non è un amico sintetico, ma un assistente diretto e concreto. L'interfaccia è curata, ma è l'utilità pragmatica a fare la differenza. Dopo anni di attesa, Apple sembra finalmente aver mantenuto la promessa. Per un approfondimento sulle infrastrutture AI, leggi FERC e data center AI e Baseten e l'inferenza AI.