Sony ha annunciato che, entro il 2028, interromperà la produzione di dischi fisici per PlayStation, segnando la fine di un'era per il supporto ottico. La decisione, comunicata attraverso il PlayStation Blog, si inserisce in un processo di transizione verso un ecosistema completamente digitale. Contemporaneamente, l'azienda giapponese procederà con la chiusura dei negozi digitali di PS3 e PlayStation Vita, un passo già tentato cinque anni fa e poi ritirato dopo le proteste dei fan. Questa volta, però, sembra non ci siano margini di ripensamento.
La mossa è dettata dai numeri. Secondo i dati forniti da Sony, nell'ultimo anno fiscale (aprile 2025 – marzo 2026), quasi l'80% degli acquisti di giochi completi per PS4 e PS5 è avvenuto in formato digitale. La percentuale è salita all'85% nell'ultimo trimestre (gennaio-marzo 2026). Anche publisher terzi come Capcom hanno registrato un 93% di vendite digitali, con previsioni di crescita al 95,4% nell'anno in corso. Questi trend rendono il supporto fisico sempre più marginale.
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La fine dei dischi pesa sulla conservazione dei videogiochi
La decisione di eliminare i dischi ha implicazioni profonde per la preservazione dei videogiochi. Lo spegnimento dei negozi PS3 e Vita, previsto nell'arco del prossimo anno, renderà irraggiungibili migliaia di titoli digital-only. Un'analisi di VGC del 2021 stimava che circa 2.200 giochi sarebbero diventati non acquistabili, di cui 138 esclusivi non disponibili su altre piattaforme. Anche se i numeri possono essere cambiati, il problema resta.
Sony ha precisato che, dopo la chiusura, "i giocatori potranno ancora scaricare i contenuti già acquistati per il prevedibile futuro". Ma l'ultima parte della frase suona minacciosa: lascia intendere che un giorno i server verranno spenti del tutto, impedendo il download dei giochi possessori. A queste condizioni, il diritto di proprietà digitale diventa un'illusione.
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L'impatto sui consumatori e sul mercato dell'usato
Senza dischi, i giocatori perderanno la possibilità di rivendere, scambiare o prestare i propri giochi. Il mercato dell'usato per i titoli PlayStation è destinato a scomparire. Le edizioni da collezione conterranno solo un codice digitale, mentre le copie fisiche di Grand Theft Auto VI usciranno già con un codice in scatola, come misura anti-leak. Inoltre, Sony ha confermato che tutte le vendite digitali concedono al giocatore una licenza d'uso non commerciale, revocabile a discrezione dell'azienda. Un portavoce ha dichiarato a Game File: "Con tutti i contenuti digitali, giochi, film e musica, i giocatori acquistano una licenza personale per uso non commerciale". Questo sistema di DRM centralizzato dà a Sony un potere di controllo sui prezzi e sulla disponibilità che non esisteva con il fisico.
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La transizione al digitale potrebbe anche escludere chi vive in aree con connessione internet lenta o instabile. E le aziende specializzate nella vendita di giochi fisici subiranno un duro colpo. Frank Cifaldi, direttore della Video Game History Foundation, ha dichiarato: "Musei e archivi si stavano preparando a questo futuro, ma l'industria non offre soluzioni legali per preservare i contenuti digital-only. Chiedere ai musei di scaricare una copia di Grand Theft Auto VI e sperare che funzioni tra 50 anni non è una strategia di preservazione".
PS6 e il futuro senza lettore ottico
Con questa mossa, sembra ormai certo che PS6 non includerà un lettore disco, né sarà in grado di eseguire giochi PS4 e PS5 su supporto fisico. Questo potrebbe contenere i costi di produzione, ma segnerà un punto di non ritorno. Microsoft, con il suo progetto Helix, sembra invece mantenere un approccio ibrido, ma le dinamiche del mercato spingono tutte le piattaforme verso il digitale.
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Le decisioni di Sony, se da un lato rispondono a un'evoluzione naturale dei consumi, dall'altro rappresentano un duro colpo per la preservazione videoludica. Come sottolineato da studiosi e associazioni, il rischio è che intere fette di storia dei videogiochi vadano perdute per sempre. Per approfondire il tema delle condizioni lavorative nell'industria, leggi il nostro articolo su Rockstar Games accusata di crunch e disparità salariale. Inoltre, per un confronto con le politiche di altre aziende, consulta la pagina Wikipedia sulla preservazione dei videogiochi.
Fonte: https://www.engadget.com/2207297/playstation-just-struck-a-hammer-blow-to-game-preservation