Ho trascorso diverse settimane a girare con l'iPhone 17 Pro Max e a portare i file direttamente in DaVinci Resolve per la gradazione del colore. Il risultato è sorprendente. La possibilità di registrare in ProRes RAW trasforma il telefono in uno strumento che si comporta come una vera cinepresa, con una latitudine di posa e una flessibilità in postproduzione che nessun altro smartphone ha mai offerto. Non si tratta di un miglioramento incrementale, ma di un salto di qualità che cambia il modo di pensare alle riprese su dispositivo mobile.
Il ProRes RAW introduce la latitudine di una cinepresa professionale
Il formato ProRes RAW, sviluppato da Apple, conserva tutte le informazioni del sensore senza compressione logaritmica aggressiva. In pratica, invece di registrare un file già interpretato con curve di gamma e bilanciamento del bianco fissi, il file RAW mantiene i dati grezzi del sensore. In fase di gradazione posso recuperare le luci e le ombre con una naturalezza che ricorda i file provenienti da fotocamere come la RED Komodo o la Blackmagic Pocket Cinema Camera. L'iPhone 17 Pro Max è il primo telefono al mondo a offrire questa modalità in modo nativo, senza necessità di app esterne o accessori particolari. Ho girato scene con forti contrasti e la risposta del sensore ha mostrato una gamma dinamica di circa tredici stop, un valore notevole per un dispositivo così compatto.
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Il flusso di lavoro con DaVinci Resolve valorizza ogni singolo stop
In DaVinci Resolve, il supporto nativo al ProRes RAW mi ha permesso di modificare parametri come temperatura colore, Esposizione e contrasto in modo non distruttivo. Ho potuto impostare il bilanciamento del bianco a posteriori senza temere di deteriorare l'immagine. Con i vecchi codec smartphone, come H.265 o anche il ProRes standard, ogni intervento pesante sul colore produceva artefatti e rumore. Con il RAW, invece, la resa resta pulita anche spingendo la saturazione o scolpendo le ombre. Per chi come me lavora quotidianamente con file di alta qualità, questa libertà è fondamentale. In passato, per ottenere un risultato simile, avrei dovuto portare con me una fotocamera mirrorless con registrazione RAW esterna e un registratore dedicato, con un ingombro e un peso notevoli. Ora tutto sta in una tasca.
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La differenza rispetto al ProRes ordinario è sostanziale e si vede subito
Non bisogna confondere il ProRes RAW con il ProRes standard che era già disponibile sugli iPhone precedenti. Il ProRes standard applica una compressione con una curva logaritmica, ma mantiene comunque una certa difficoltà nel recupero delle alte luci. Il RAW, invece, è un vero file con dati non demosaicizzati che il software interpreta in tempo reale. Ho confrontato le stesse scene su iPhone 16 Pro Max e 17 Pro Max e la differenza è evidente. Con il primo modello, le aree sovraesposte tendono a bruciare rapidamente. Con il 17 Pro Max, posso ridurre l'esposizione di due stop e recuperare dettagli che sembravano persi. La resa cromatica è più fedele e la texture della pellicola simulata in postproduzione appare molto più organica.
La gestione dei dati rappresenta l'unico vero limite pratico
Il ProRes RAW genera file enormi, che in pochi minuti di ripresa riempiono la memoria interna. Per ovviare a questo problema ho utilizzato un SSD esterno collegato via USB-C, e la condivisione del progetto in DaVinci Resolve è stata semplice e fluida. Naturalmente, non tutti gli utenti hanno bisogno di una qualità così estrema. Per i progetti rapidi e per i video destinati ai social, i formati compressi restano più pratici. Ma chi vuole spingere la propria creatività trova nel 17 Pro Max un alleato che non ha precedenti nella storia degli smartphone. Anche la scelta di Apple di mantenere il connettore USB-C ad alta velocità si rivela azzeccata, perché permette di trasferire i file senza intoppi.
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Lo smartphone entra davvero nel mondo della produzione cinematografica
L'iPhone 17 Pro Max non sostituisce una cinepresa professionale per i grandi set, ma offre ai filmmaker indipendenti e ai content creator uno strumento capace di avvicinarsi a standard qualitativi prima impensabili. Il ProRes RAW è il motivo per cui ho iniziato a valutare le immagini del telefono come se provenissero da una fotocamera dedicata. In combinazione con accessori come il supporto a gabbia o il monitor esterno, si possono creare flussi di lavoro completi con un budget contenuto. Per approfondire il tema delle strategie Apple e del programma di permuta, ho seguito con attenzione l'analisi di 9to5Mac riportata su questo articolo del sito. L'ecosistema Apple si sta muovendo per rendere questi strumenti sempre più accessibili.
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La mia esperienza personale mi porta a concludere che il ProRes RAW rappresenta davvero una svolta per chi filma con uno smartphone. La possibilità di fare grading come con una macchina da presa professionale non è più un sogno. Il 17 Pro Max trasforma la tecnica in possibilità concreta. Se siete disposti a gestire la mole di dati e a lavorare con un software non lineare come DaVinci Resolve, i risultati vi sorprenderanno. Per chi vuole approfondire le specifiche del formato, consiglio la lettura della pagina Wikipedia dedicata al ProRes.