L'Europa sta affrontando un'ondata di caldo senza precedenti, con temperature che hanno raggiunto livelli mai registrati dal 1947. Il 23 giugno, la Francia ha toccato i 44 gradi Celsius, spingendo al limite la rete elettrica a causa dell'uso massiccio di ventilatori e condizionatori. Diverse centrali elettriche, in particolare quelle nucleari, sono state costrette a ridurre o interrompere la produzione per evitare danni e rispettare le normative ambientali.
La centrale di Golfech si ferma per l'acqua troppo calda
Nella serata del 22 giugno, l'unità due della centrale nucleare di Golfech, nel sud della Francia, è stata spenta intorno alle 23:45. Il motivo è legato alla temperatura del fiume Garonna, utilizzato per il raffreddamento. Secondo Brid Nelligan, portavoce di EDF, la misura è cautelativa. Le normative francesi impongono limiti stringenti sulla temperatura dell'acqua restituita al fiume, e con l'acqua che ha raggiunto i 28 gradi, l'operatore non ha potuto proseguire. Questo evento evidenzia la vulnerabilità del settore nucleare alle ondate di caldo, un problema che si è già verificato in passato. A luglio 2025, almeno sette gigawatt di capacità nucleare erano stati fermati per lo stesso motivo, più dell'intera rete irlandese.
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Altri reattori riducono la produzione
EDF, che gestisce l'intero parco nucleare francese, ha già ridotto la potenza dell'unità uno della centrale di Nogent-sur-Seine a partire da martedì, e ulteriori limitazioni sono previste nei prossimi giorni. Tuttavia, secondo RTE, il gestore della rete nazionale, queste interruzioni non dovrebbero compromettere la capacità di soddisfare la domanda. L'azienda ha dichiarato che la situazione è sotto controllo, ma l'emergenza climatica richiede investimenti significativi per adattare le infrastrutture.
L'impatto su idroelettrico e centrali a gas
Il caldo estremo non colpisce solo il nucleare. Le centrali idroelettriche soffrono la scarsità d'acqua: nei primi cinque mesi del 2025, la produzione idroelettrica europea è calata del 13% rispetto all'anno precedente a causa delle alte temperature e della siccità. Anche le centrali a carbone e gas sono in difficoltà: nel Regno Unito, cinque impianti a gas hanno ridotto la produzione di circa 2,5 gigawatt complessivi a causa dello stress termico. Questi dati sono allarmanti e mostrano come l'intero sistema energetico sia esposto ai cambiamenti climatici.
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La domanda di raffreddamento raddoppia la pressione sulla rete
Il fattore principale di stress per la rete elettrica è l'aumento della domanda di raffreddamento, spiega Jean-Paul Harreman, direttore di Montel. Anche paesi storicamente poco inclini all'aria condizionata, come il Regno Unito, stanno adottando questi sistemi: il numero di case britanniche con condizionatore è raddoppiato dal 2022. A livello globale, il consumo energetico per il raffreddamento è destinato a raddoppiare entro il 2050 rispetto ai livelli del 2023, secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia. Simone Tagliapietra, senior fellow presso Bruegel, suggerisce che le utility devono adattarsi pianificando i picchi estivi, rendendo flessibile la domanda, rafforzando le reti, e rendendo i sistemi di raffreddamento delle centrali resistenti al clima. Strumenti come i framework di gestione dei dati, ad esempio LlamaIndex, possono aiutare le aziende energetiche a elaborare grandi volumi di dati per prevedere la domanda e ottimizzare le operazioni.
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Investimenti miliardari per la resilienza climatica
Gli adattamenti necessari sono costosi. EDF ha stimato che gli aggiornamenti per rendere le sue centrali nucleari e idroelettriche più resilienti costeranno circa 600 milioni di euro all'anno per i prossimi 15 anni. Un costo notevole, ma necessario per garantire la sicurezza energetica in un clima che cambia. Le ondate di caldo come quella attuale, che dovrebbe proseguire per tutta la settimana, sono destinate a diventare più frequenti e intense, come sottolineato da fonti autorevoli come Wikipedia. La sfida è globale, e l'Europa non può permettersi di ignorarla.
Fonte: https://www.technologyreview.com/2026/06/24/1139676/europe-heat-power-plants