SpaceX rischia di perdere lo Starship in mare due settimane dopo il 13° volo di prova, ammette Elon Musk
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SpaceX rischia di perdere lo Starship in mare due settimane dopo il 13° volo di prova, ammette Elon Musk

[2026-08-09] Author: Ing. Calogero Bono
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Il destino dello Starship di SpaceX dopo il suo 13° volo di prova sembra segnato. Elon Musk, fondatore e CEO dell'azienda, ha dichiarato che il recupero del secondo stadio del razzo, noto come Ship, è in serio pericolo. Il veicolo, alto 52 metri, è rimasto integro dopo l'ammaraggio nell'Oceano Indiano lo scorso 24 luglio, ma le condizioni del mare e la complessità dell'operazione di traino verso la costa occidentale dell'Australia stanno mettendo a dura prova la squadra di recupero.

In un post su X, Musk ha scritto che il recupero del Ship non sta procedendo bene, ma ha sottolineato che il team è riuscito a ottenere fotografie ravvicinate delle aree critiche dello scudo termico e dei motori, utili per futuri aggiornamenti. La conferma arriva dopo che SpaceX aveva condiviso un aggiornamento sulle difficili condizioni incontrate, con mare sempre più agitato che ostacola le manovre.

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Il volo 13 e il successo inaspettato dello splashdown

Il 24 luglio, lo Starship è decollato dalla base di Starbase in Texas per la sua 13ª missione di test. Il volo è stato suborbitale, con il booster Super Heavy ammarato nel Golfo del Messico e il Ship ammarato come previsto nell'Oceano Indiano. La sorpresa è arrivata quando il Ship è sopravvissuto all'impatto con l'acqua, rimanendo in un unico pezzo nonostante il ribaltamento. Un risultato inatteso che ha spinto SpaceX a tentare il recupero per analizzare da vicino lo scudo termico e altri componenti.

Lo scudo termico e il futuro del programma Starship

Lo scudo termico è considerato da Musk una delle sfide più grandi per la piena riusabilità del vettore. Tuttavia, durante la prima conferenza trimestrale sugli utili di SpaceX, tenuta il 4 agosto, Musk ha dichiarato di considerare il problema dello scudo termico sostanzialmente risolto. Questa affermazione, se confermata, rappresenterebbe un passo cruciale per il programma, che punta a rendere lo Starship un veicolo completamente riutilizzabile e operativo per missioni frequenti.

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Il dispiegamento dei satelliti Starlink V3 e le ambizioni future

Un altro traguardo del Flight 13 è stato il dispiegamento di 20 satelliti Starlink V3 funzionali, la nuova generazione di broadband di SpaceX. Questi satelliti sono rientrati rapidamente nell'atmosfera il 24 luglio, ma la missione ha dimostrato la capacità di trasportare carichi utili. SpaceX prevede di utilizzare lo Starship per costruire una costellazione di circa 100.000 satelliti Starlink V3, un progetto ambizioso che richiederà lanci frequenti e a basso costo.

Il destino del Ship resta incerto, ma l'esperienza accumulata con questo tentativo di recupero fornirà dati preziosi per le future missioni. Come ha sottolineato lo stesso Musk, le fotografie ravvicinate delle aree critiche sono già un risultato importante. La resilienza del veicolo durante l'ammaraggio è un segnale positivo per la progettazione, anche se la perdita del prototipo potrebbe rallentare il programma di test. Per chi segue l'evoluzione dello spazio privato, la vicenda dello Starship è un caso studio affascinante, come dimostrano anche gli eventi astronomici di questi giorni, come l'incontro tra la Luna e Marte prima dell'alba. Il futuro del trasporto spaziale passa anche da questi esperimenti, dove ogni successo e ogni fallimento contribuiscono a scrivere la storia dell'esplorazione umana oltre la Terra.

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Fonte: https://www.space.com/space-exploration/launches-spacecraft/not-looking-good-right-now-starship-likely-to-be-lost-at-sea-2-weeks-after-epic-13th-test-flight-elon-musk-says

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Ing. Calogero Bono

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Ing. Calogero Bono

Ingegnere informatico, fondatore di Meteora Web e Zenith OS. System administrator e progettista di piattaforme, app e CMS proprietari, con esperienza in sviluppo full-stack, marketing digitale ed ecosistema Google.
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