Il 24 luglio 2026, SpaceX ha lanciato il suo razzo Starship, il più potente mai costruito, nel tredicesimo volo di prova, una missione critica che ha superato le aspettative. Il volo, partito da Starbase in Texas, ha visto il gigantesco veicolo alto 124 metri sollevarsi alle 22:51 UTC e completare un test di oltre un'ora. L'esito più sorprendente è stato l'ammaraggio dolce dello stadio superiore Ship nell'Oceano Indiano, un'impresa mai riuscita prima che ha suscitato entusiasmo tra gli ingegneri e gli appassionati spaziali.
Il booster Super Heavy ha mostrato difficoltà ma la missione è proseguita
Dopo la separazione degli stadi, il booster Super Heavy è rientrato verso il Golfo del Messico, ma ha acceso solo 5 dei 13 motori previsti per la frenata, impattando l'acqua con violenza. Nonostante questo inconveniente, la missione non è stata compromessa. Come sottolineato dal portavoce di SpaceX Dan Huot, l'atterraggio duro del booster non ha impedito il successo del volo.
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Schierati per la prima volta i satelliti Starlink di nuova generazione
Durante il volo suborbitale, lo stadio Ship ha dispiegato 20 satelliti Starlink Version 3, piatti e dotati di collegamenti laser, progettati per sostituire la megacostellazione attuale. I satelliti sono stati rilasciati attraverso una fessura simile a un dispenser di caramelle. Sebbene siano rientrati e bruciati nell'atmosfera come previsto, il test ha dimostrato la capacità di Starship di lanciare i nuovi satelliti.
Riacceso con successo il motore Raptor e prove di scudo termico
Un altro traguardo è stato il riaccensione di un motore Raptor in volo, una manovra essenziale per future missioni orbitali. La navicella ha quindi effettuato il rientro atmosferico, avvolta dal plasma, e ha eseguito un atterraggio verticale a tre motori, inclinandosi infine in acqua. Le telecamere hanno mostrato la struttura intatta, con i motori e i flaps integri, permettendo al team di analizzare i dati dello scudo termico. Elon Musk ha commentato su X: 'Starship è intatta, galleggia nell'oceano e trasmette telemetria'.
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Una pietra miliare verso la luna e Marte
SpaceX sta sviluppando Starship come sistema completamente riutilizzabile per trasportare astronauti sulla Luna per la missione Artemis IV della NASA nel 2028, e per future spedizioni su Marte. Nei prossimi due anni, l'azienda dovrà dimostrare il rifornimento in orbita, il catching del booster con la torre Mechazilla e la versione lander con sistemi di supporto vitale. Il successo di Flight 13, avvenuto nel 57° anniversario del ritorno dell'Apollo 11, rappresenta un passo concreto. Per approfondire come gli investimenti in infrastruttura digitale siano cruciali per progetti complessi come questo, leggi l'analisi su organ preservation. Più informazioni sul programma Starship sono disponibili su Wikipedia.
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