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Phishing e truffe via email, come riconoscerle in azienda

I segnali che devono insospettirti, la truffa del cambio di IBAN, cosa fare se qualcuno ci è cascato e le abitudini che fermano la maggior parte dei tentativi.

Ing. Calogero Bono 3 min read
Phishing e truffe via email, come riconoscerle in azienda

«Il tuo pacco è in giacenza», «La tua casella email sta per essere disattivata», «Fattura in allegato da pagare entro oggi». Sono messaggi che arrivano ogni giorno nelle caselle delle aziende, e alcuni sono così ben fatti che è difficile distinguerli da quelli veri. Si chiama phishing, ed è il modo più comune con cui i criminali informatici entrano nelle aziende, piccole e grandi.

In questa guida vediamo come riconoscere i messaggi truffa, cosa fare se qualcuno ci è cascato e come ridurre il rischio con poche abitudini.

Cos’è il phishing

Il phishing è un messaggio che finge di arrivare da qualcuno di fidato, come una banca, un corriere, un fornitore o un collega, per convincerti a fare qualcosa. Inserire una password in una pagina falsa, aprire un allegato infetto, fare un bonifico su un conto sbagliato.

Non arriva solo per email. Può arrivare per SMS, su WhatsApp o perfino con una telefonata. E oggi, grazie all’intelligenza artificiale, i messaggi sono scritti in un italiano corretto, senza gli errori che una volta li rendevano riconoscibili.

I segnali che devono insospettirti

  • L’urgenza. «Entro 24 ore», «ultimo avviso», «il tuo account verrà bloccato». La fretta serve a non farti ragionare.
  • Il mittente. Il nome può sembrare giusto, ma l’indirizzo email vero è diverso, magari con una lettera cambiata o un dominio strano.
  • Il collegamento. Passa il mouse sul link senza cliccare, o tieni premuto dal telefono, e guarda dove porta davvero. Se l’indirizzo non è quello ufficiale, non aprirlo.
  • La richiesta di dati. Banche, corrieri e fornitori seri non ti chiedono mai password o codici via email o messaggio.
  • Allegati inattesi. Fatture, documenti o file compressi che non aspettavi, soprattutto se ti chiedono di attivare qualcosa per vederli.
  • Il cambio di IBAN. Un fornitore che scrive per comunicare nuove coordinate bancarie è uno dei casi più pericolosi.

La truffa del cambio di IBAN

Merita un paragrafo a parte, perché colpisce soprattutto le piccole aziende e può costare cifre importanti. I criminali entrano nella casella di un fornitore o ne imitano l’indirizzo, aspettano il momento giusto e inviano una fattura vera con un IBAN diverso. Il messaggio sembra perfetto, perché a volte arriva davvero dalla casella del fornitore.

La regola è semplice. Ogni volta che un fornitore comunica un cambio di coordinate bancarie, verifica con una telefonata a un numero che conosci già, non a quello scritto nell’email. È un minuto che può evitare un danno serio.

Cosa fare se qualcuno ci è cascato

Succede, anche alle persone più attente. L’importante è agire subito.

  1. Se hai inserito una password, cambiala immediatamente, e cambiala anche su tutti i servizi dove usavi la stessa.
  2. Se hai fatto un bonifico, chiama subito la banca e chiedi il richiamo del bonifico. Più tempo passa, più è difficile recuperare i soldi.
  3. Se hai aperto un allegato, scollega il computer dalla rete e chiedi aiuto a un tecnico prima di continuare a usarlo.
  4. Avvisa colleghi e fornitori, perché potrebbero ricevere messaggi dalla tua casella.
  5. Valuta una denuncia alla Polizia Postale, che ha anche un servizio di segnalazione online.

Le abitudini che riducono il rischio

  • Verifica in due passaggi. Attivala su email, banca, social e gestionali. Anche se qualcuno ruba la password, senza il codice sul tuo telefono non entra.
  • Password diverse per ogni servizio, salvate in un gestore di password invece che su un foglio.
  • Posta con il tuo dominio configurata bene. Alcune impostazioni tecniche del dominio, che si chiamano SPF, DKIM e DMARC, rendono più difficile per i truffatori inviare email che sembrano tue.
  • Aggiornamenti di computer, telefoni e programmi sempre installati.
  • Cinque minuti di formazione per chi lavora con te. Mostrare qualche esempio vero di messaggio truffa vale più di molte regole scritte.

Se la tua posta aziendale è su un dominio tuo, abbiamo spiegato come funzionano dominio, hosting e posta e perché è importante sapere chi li gestisce.

In sintesi

Diffida dell’urgenza, controlla mittente e collegamenti, non dare mai password via messaggio, verifica al telefono ogni cambio di IBAN e attiva la verifica in due passaggi. Sono abitudini semplici che fermano la maggior parte dei tentativi.

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