OpenAI sostiene che ChatGPT gestisca ormai circa un quinto del volume di ricerche di Google. L'ha detto Adam Fry, responsabile del prodotto consumer di ChatGPT, in una conversazione con il giornalista Alex Kantrowitz di Big Technology, all'inizio di novembre. Il numero fa rumore, ma il metodo di calcolo non è chiaro. Per chi ha un sito o fa marketing online, capire cosa misura davvero la cifra aiuta a non trarre conclusioni sbagliate.
Qualche termine, prima di entrare nei fatti. Query è la richiesta inviata a un motore di ricerca, una parola o una frase. SERP è la pagina dei risultati che Google restituisce. Volume di ricerca è il numero di richieste in un periodo, diverso dalla quota di mercato, che misura chi controlla il mercato. AI Mode è la modalità di Google che risponde con l'intelligenza artificiale. Utenti attivi mensili sono gli account che usano il servizio almeno una volta al mese.
Cosa ha detto davvero OpenAI?
Secondo 9to5Google, Fry ha confermato durante un evento stampa che il volume di ricerca in ChatGPT è «circa un quinto (20%) del volume di query di Google». Punto Informatico riporta la stessa dichiarazione, resa nell'intervista a Big Technology.
Si tratta quindi di un dato dichiarato dall'azienda, non di una misura indipendente. Nessuna delle fonti indica uno studio terzo che lo confermi.
Come conta OpenAI una ricerca?
Per OpenAI conta come ricerca la domanda che porta ChatGPT a cercare sul web. Fry la descrive così, nella traduzione di 9to5Google, «Ogni volta che poni una domanda ed effettui una ricerca sul web, quella è una ricerca».
HDblog precisa che restano fuori i messaggi che non innescano una ricerca, come una riscrittura o una traduzione. Punto Informatico nota che Fry non spiega bene se l'equivalente di una query di Google sia una singola domanda.
Le conversazioni, poi, hanno domande di approfondimento. Non sappiamo come vengano contate.
Volume e quota di mercato sono la stessa cosa?
No. HDblog sottolinea che raggiungere il 20% del volume di Google non significa avere il 20% del mercato delle ricerche. Il primo è un confronto tra due quantità, il secondo richiederebbe di considerare tutto il mercato con criteri omogenei.
Inoltre, come osserva 9to5Google, la fonte del volume attribuito a Google non è stata rivelata. Il rapporto di un quinto poggia quindi su un denominatore sconosciuto. Non permette nemmeno di dire quante persone abbiano sostituito Google con ChatGPT.
Quanto sta crescendo ChatGPT e come risponde Google?
Punto Informatico riferisce una crescita di 200 milioni di utenti negli ultimi due mesi, fino a 1,2 miliardi di account attivi al mese. Anche questo è un numero fornito da OpenAI.
9to5Google ricorda che Google sta spingendo l'IA nella ricerca e ammette di dover affrontare una «minore monetizzazione». Fry ha detto che, secondo The Verge, «la maggior parte delle persone non sembra badare agli annunci» in ChatGPT, e che «potremmo farlo di più». Sul tema dei bot e dello scraping puoi leggere anche il segnale unico in robots.txt adottato dai big dell'IA.
Limiti da conoscere
Mancano il metodo di conteggio, la fonte del dato di Google e qualsiasi verifica esterna. Non sappiamo come siano trattate le domande successive in una stessa conversazione. Non sappiamo nemmeno quante ricerche di ChatGPT sostituiscano davvero quelle su Google e quante siano nuove. I numeri sugli utenti sono dichiarati dall'azienda e potrebbero cambiare con dati più precisi.
Cosa cambia per chi lavora con il digitale
Se hai un sito, il traffico può arrivare anche da risposte generate dall'IA, non solo dalla SERP. Vale la pena controllare nelle statistiche se compaiono visite da assistenti e come si comportano. Per chi vende online o cerca clienti locali, curare contenuti chiari e verificabili resta la base, come spieghiamo nella guida su JavaScript SEO e rendering. Anche chi investe in annunci dovrebbe ragionare sull'intento di ricerca, come nel nostro articolo sulle parole chiave per Google Ads.
Il nostro parere
Il dato è utile come segnale, non come misura. Un'azienda che racconta la propria crescita ha interesse a scegliere il confronto più favorevole, e un rapporto con un denominatore ignoto non dimostra nulla sulle quote. Detto questo, ignorare il cambiamento sarebbe un errore. Il fatto che Google ammetta una minore monetizzazione con l'IA in ricerca suggerisce che la pressione è reale. La domanda vera è se le risposte generate manderanno ancora traffico ai siti. Su questo le fonti non dicono nulla.
Domande frequenti
ChatGPT ha il 20% del mercato delle ricerche?
No, la dichiarazione parla di volume, non di quota di mercato. Il 20% è un confronto con il volume di Google, la cui fonte non è stata indicata. Il mercato intero non è stato misurato.
Chi ha fatto la dichiarazione?
Adam Fry, responsabile del prodotto consumer di ChatGPT in OpenAI. L'ha fatta nell'intervista con Alex Kantrowitz di Big Technology, riportata da HDblog, Punto Informatico e 9to5Google.
Cosa conta come ricerca in ChatGPT?
Una domanda che porta ChatGPT a cercare sul web. Restano fuori le richieste come riscrittura o traduzione. Come si contino le domande successive non è chiarito.
Quanti utenti ha ChatGPT?
Secondo Punto Informatico, 1,2 miliardi di account attivi al mese, con 200 milioni in più negli ultimi due mesi. Il dato viene da OpenAI.
Google è in difficoltà?
Le fonti non lo dicono in modo diretto. Google sta spingendo l'IA nella ricerca e, secondo 9to5Google, ammette una minore monetizzazione. Resta il motore più usato.
Cosa guardare per capire se la ricerca sta davvero cambiando
Il dato di OpenAI diventerà credibile solo con numeri verificabili e dati sul traffico reale dei siti. Nei prossimi mesi conta osservare tre segnali.
- Controlla se OpenAI o terzi pubblicano il metodo di conteggio delle ricerche e la fonte del dato di Google.
- Segui gli aggiornamenti di Google su AI Mode e sui link verso i siti, citati da 9to5Google tra le novità.
- Osserva se ChatGPT introduce più annunci, come lascia intendere Fry, perché cambierebbe il modo in cui le aziende ci compaiono.




